Dove ha origine il tè?

Il tè è sicuramente la bevanda più diffusa al mondo, un’abitudine per molti e per altri una vera e propria passione.

Ma qual è la storia di questa magica bevanda? Cerchiamo di scoprirlo insieme

Come quasi tutte le storie antiche essa parte da una leggenda.

Si narra che il mitico imperatore della Cina Shennong, vissuto circa 5000 anni fa e considerato una specie di semi-Dio perché avrebbe introdotto nel paese l’agricoltura, avesse ordinato a tutto il popolo del suo impero di bollire l’acqua prima di berla per questioni igieniche.

Un giorno, mentre era in viaggio, si fermò sotto degli alberi e mise a bollire dell’acqua per poi poterla bere. Mentre l’acqua bolliva sul fuoco, un forte vento avrebbe fatto finire dentro il calderone delle foglie secche di tè, e l’imperatore, incuriosito dal colore che assunse l’acqua, la assaggiò e trovò il sapore di quella bevanda molto buona.

Da qui nasce, secondo la leggenda, la bevanda del tè.

La leggenda si sa, ha sempre un fondo di verità.

Molto probabilmente la pianta del tè era già conosciuta nel 1100 a.c. circa, nella zona del sud Asia dalle popolazioni locali, dove vi erano vasti boschi di Camellie, e veniva venduta o utilizzata come tributo alle regioni vicine ma come verdura da mangiare, fermentata e pressata dentro canne di bambù.

Inizialmente, infatti, veniva usata a livello erboristico per le sue proprietà benefiche, mentre solo a partire dal III secolo d.c. si iniziarono a diffondere le pratiche di fermentazione e essiccazione, e si iniziarono a conoscere anche alcuni dei suoi benefici, come rimedio per la stanchezza mentale e per aumentare la concentrazione.

I monaci cinesi ne facevano largo uso durante i loro momenti di meditazione, tant’è che nell’800 a.c. fu proprio un monaco buddista, Cha Ching a scrivere il primo libro sul tè e fu proprio grazie a un monaco missionario chiamato Eisai, che si diffuse anche in Giappone, e poi lentamente, nel resto del mondo.

Proprio perché legata ai monaci e al buddismo Zen in un primo momento la bevanda fu associata al culto religioso ma poi, col passare del tempo, si diffusero le voci sulle sue proprietà e, grazie ai mercanti, attraverso le vie carovaniere e le navi si diffuse in tutto il mondo.